Gli oggetti conservano la memoria e raccontano storie a chi sa ascoltare. È per questo che hanno diritto ad una seconda vita. Il signor Pi ha un talento tutto speciale nel percepire queste storie perché i suoi occhi colgono quel che noi, distratti, non sappiamo riconoscere. Cose e persone che si incrociano per l’apparente casualità del fato si trasformano in narrazione, in racconti che solo Matteo Bussola è capace di rendere semplici ed evidenti, tanto che quando leggi pensi “Ma certo! È ovvio!!” Però se non c’era Matteo Bussola a raccontarlo non era così tanto evidente. Arriviamo così alla storia del signor Pi. Che commuove e dà la mano alla speranza Perché è vero che piove ma è pur vero che il sole si riflette nelle pozzanghere
Il sole nelle pozzanghere
Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c'è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.
Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».
Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Stefania 31 luglio 2026La storia del signor Pi
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SerenaFiorentino 28 luglio 2026La bellezza si nasconde nelle crepe
Ho letto Il sole nelle pozzanghere tutto d'un fiato: una fiaba poetica di una delicatezza e di un'empatia disarmanti. Continuerò a pensare alla Caramel de la Sable, a quel regalo discutibile che, in fondo, discutibile non è affatto. Perché il valore delle cose non abita mai negli occhi di chi le giudica, ma nel cuore di chi le conserva. Forse è questo che mi porto via da queste pagine: la bellezza non è quasi mai perfetta. Si nasconde nelle crepe, nella memoria, negli oggetti che hanno imparato a custodire una storia. Un po' come il sole che, ostinato, trova sempre il modo di riflettersi anche nelle pozzanghere.
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Giorgia 27 luglio 2026CERTEZZA
Quale altro titolo si po' utilizzare se non questo? Matteo Bussola, con la sua dolcezza nella scrittura riesce a farti amare tutto ciò che compone. Rimane il mio autore preferito.
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