Kolchoz - Emmanuel Carrère - copertina
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Letteratura: Francia
Kolchoz
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Descrizione

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«Da piccolo ho amato mia madre come non ho amato e non amerò mai nessuno in vita mia».

«Kolchoz è un libro magistrale. Il libro di un narratore virtuoso al culmine della propria arte, capace di destreggiarsi, divagare e dissertare con magnetica naturalezza per dare al suo racconto l’andamento di una sinfonia in cui i diversi movimenti si rispondono, si completano, si prolungano senza fine» - Le Nouvel Observateur

«Non è un romanzo. Non è un saggio. È Carrère. Nostra prima persona singolare, a raccontare la racine, l'origine del suo mondo: la madre, il padre, la genealogia famigliare cominciando dall'epoca in cui i vecchi erano bambini e i bambini erano ancora pensieri di futuro.» - Marco Missiroli, La Lettura


Ci sono stati, nell'infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz». I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l'ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro. Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell'Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française; e una struggente dichiarazione d'amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l'omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.

Dettagli

5 maggio 2026
407 p., Brossura
9788845941009

Valutazioni e recensioni

  • Martina Gallo

    Dal titolo stesso scelto da Carrère per questo suo ultimo libro si evince la natura intima e personale dell’opera stessa. Kolchoz, termine russo che indica le aziende agricole collettive di epoca sovietica, è per l’autore una parola del proprio lessico famigliare: per il piccolo Emanuel e le sue sorelle “fare Kolchoz” significava accampare cuscini intorno al letto dei genitori per dormire con la mamma durante le assenze lavorative del padre. Da questo tenero e amorevole ricordo della sua infanzia, Carrère ripercorre la storia dei suoi antenati, in particolare della famiglia di origine di sua madre, Helene Carrère d’Encausse, colta e raffinata donna di origini georgiane e russe naturalizzata francese. Il libro si compone di capitoli dedicati alla narrazione di fatti personali strettamente intrecciati a vicende di cronaca e storia contemporanea, raccontati da Carrère con una prosa lucida ed essenziale. Da ogni parola traspare l’immensa ammirazione di Carrère per questa donna eclettica, accademica e molto famosa: il romanzo altro non è che un profondo e commosso omaggio a sua madre appena scomparsa, attorno a cui, si sono raccolti i suoi figli per l’ultimo Kolchoz.

  • aletta
    bellissimo

    inaspettato. assolutamente da leggere. un libro che ti prende dalla prima pagina. non che carrere sia un mistero, ma questo libro lo trovo molto introspettivo e adatto anche a chi approccia per la prima volta questo autore. c'è tutta la sua vita e ci sono tutte le sue origini. il tutto si fonde con la storia, la storia della russia, della germania, della francia dalla fine dell'800 ad oggi. ti mangia una pagina dopo l'altra

  • Caterina
    Conferma!

    Carrère si conferma un maestro!

Conosci l'autore

Foto di Emmanuel Carrère

Emmanuel Carrère

1957, Parigi

Emmanuel Carrère è scrittore, regista e sceneggiatore francese.Laureato all'Istituto di Studi Politici di Parigi, è figlio di Louis Carrère e della sovietologa e accademica Hélène Carrère d'Encausse figlia di immigrati georgiani che fuggirono la Rivoluzione russa.I suoi esordi sono stati nella critica cineatografica, per «Positif» e «Télérama». Il suo primo libro, Werner Herzog, un saggio, è stato pubblicato nel 1982. Il suo esordio come romanziere risale invece al 1983: è L'amico del giaguaro, pubblicato da Flammarion. Il successivo Bravura (1984, in Italia pubblicato nel 1991 da Marcos y Marcos), invece, è stato pubblicato da POL, editore con il quale da allora non ha più interrotto i rapporti. Nel 1986 è uscito Baffi (da cui nove anni dopo lo stesso Carrère ha tratto l'omonimo film), nel...

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